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ALLERONA
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TitoloALLERONA
CategoriaCittà
ArgomentoGenerale
StatoITALIA
CittaALLERONA
Indirizzo 
Cap 
ProvinciaTerni
Nome Alternativo 
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Recapiti 
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Data Inizio 
Data Fine 
Ricorrenza 
Orari 
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Pubblicato daSovrana
FonteTSCITTA2
Il borgo di Allerona è un antico paese situato sulle colline che si trovano tra i torrenti Ripuglie e Rivalcale, affluenti del fiume Paglia, mentre più a valle è il centro di Allerona Scalo, sorto accanto alla stazione ferroviaria della linea Firenze-Roma.
Le antiche origini di Allerona sono quasi perdute. La storia ricorda la distruzione di un castello di Lerona (XII sec.) e la dominazione di Orvieto fino al passaggio di Allerona allo Stato della Chiesa. Infatti, nel Medioevo Allerona fu un castello feudale, importante baluardo del Comune di Orvieto verso Chiusi, soggetto alle famiglie Monaldeschi che lo fecero erigere circa nel 1275 collocandolo su una rupe naturale e difendendolo con un fossato. Della tipica costruzione del castello medievale, Allerona conserva ancora oggi la struttura, ben riconoscibile nelle mura perimetrali e nelle porte d'accesso al borgo antico, denominate porta "del Sole" e porta "della Luna". Tra il 1494 e il 1495 Carlo VIII distrusse il castello di Allerona che però seppe risorgere in fretta tanto che meno di un secolo dopo, nel 1585, la Comunità si era riorganizzata con un proprio Statuto da cui sono desumibili ancora oggi gli aspetti civili, giuridici, economici, sociali e religiosi.
Nel punto più alto del paese, si può scorgere l’antica chiesa castellana, del XII sec., la Chiesa di Santa Maria della Stella, ad unica navata, ristrutturata dall’architetto Zampi negli anni dal 1892 al 1897. L'abside è completamente affrescato con scene di vita della Vergine Maria eseguite dal pittore senese Arturo Viligiardi nel 1896. Dello stesso autore sono anche le pitture della Cappella del patrono Sant'Ansano, completamente restaurate. L'interno è adorno di terrecotte decorative fra cui spicca il pulpito; le finestre realizzate in fine alabastro. Sulla piazza della chiesa sorge anche il Palazzo Visconteo. Quando Allerona era un castello dei Monaldeschi qui risiedeva il Visconte che esercitava il comando. II palazzo, oggi di proprietà privata, è stato ampliato e arricchito nell'età rinascimentale. La Chiesa della Madonna dell'Acqua, invece, è una chiesa in stile settecentesco, dalla caratteristica forma ottagonale, costruita negli anni dal 1715 al 1723 su una preesistente cappella votiva del 1400 accanto a una fonte d'acqua ritenuta prodigiosa. Il complesso, ad aula unica, è stato realizzato con i materiali reperibili in loco (pietra e cotto) e nella parte interna è arricchito da elementi architettonici eleganti e slanciati che ne fanno un monumento di rara signorilità e bellezza. Sull'altare maggiore è raffigurata una Vergine col Bambino, l'altare di destra è sormontato da una tela raffigurante San Pasquale Baylon e San Bernardino da Siena, mentre l'altare di sinistra è dedicato a San Domenico Guzman. Fuori dal paese, alla sommità di un poggio, è visitabile un’elegante villa in stile liberty, Villa Cahen, già appartenuta al conte olandese Ugo Cahen, arricchita da un parco giardino adorno di piante delle più diverse specie.
Nei dintorni meritano una menzione il paese di San Pietro Acquaeortus, che prende il nome da una sorgente d'acqua che secondo la leggenda sarebbe zampillata miracolosamente durante il passaggio da queste parti di S. Pietro Apostolo, e i resti di due monumenti funerari di età romana del II secolo d.C., cosiddetti ad esedra, eretti ai lati di una strada antica e uno di loro trasformato successivamente in chiesa intitolata a Sant'Ansano (martire romano dell'anno 303) evangelizzatore e patrono di Allerona.
Una grande attrattiva naturalistica è esercitata dal Parco della Selva di Meana e dal Parco di Villalba, un’area boschiva di 200 ha. dove è possibile effettuare durante tutto l’arco dell’anno escursioni e visite attraverso il bosco. Ad Allerona la terza domenica di Maggio viene celebrato S. Isidoro, patrono degli agricoltori. La tradizione lega a questa festa l'esposizione dei "Pugnaloni", termine che deriva da "pungolo", un bastone munito ad un estremità di un puntale di ferro che gli aratori usavano come per sollecitare i buoi tardi a muoversi. Dal dopoguerra i “Pugnaloni” sono carri allegorici decorati che riproducono scene della vita e dei lavori dei contadini.
Qualità media:
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