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AMELIA
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TitoloAMELIA
CategoriaCittà
ArgomentoGenerale
StatoITALIA
CittaAMELIA
Indirizzo 
Cap 
ProvinciaTerni
Nome Alternativo 
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Data Inizio 
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Ricorrenza 
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Pubblicato daSovrana
FonteTSCITTA2
Amelia sorge su un colle tra le fertili valli irrigate dal fiume Tevere e dal fiume Nera nel luogo che, sin dai tempi più antichi, era favorevole agli scambi commerciali e dove passava un’importante via militare.
Deve il suo antico nome, Ameria, ad un leggendario fondatore, il re Ameroe. Secondo Catone il Censore la prima comunità indigena si stanziò intorno al 1134 a.C., ben quattro secoli prima della fondazione di Roma. In conseguenza della crescita della città e della potenza dei popoli vicini, primi fra tutti gli Etruschi, si resero necessarie opere di fortificazione, quali le Mura Poligonali (VI-IV sec a.C.). Alcuni storici affermano che Ameria diventò municipio romano nel 338 a.C. subito dopo la guerra latina, altri intorno al I sec a.C. Grande importanza ebbe la via Amerina che univa Nepet (Nepi) con Chiusi passando per Todi e Perugia, e che in epoca medievale fu l'unica via che consentiva il collegamento di Ravenna (sede dell'Esarcato, la Bisanzio d'occidente) con Roma (costituendo un buon tratto del Corridoio Bizantino). Durante la dominazione romana Amelia godette di un periodo di magnificenza come testimoniano i resti delle terme, le cisterne, il thesaurus e altri numerosi reperti esposti nel nuovo museo, allestito nel palazzo Boccarini, di prossima apertura. Ma il reperto più interessante rinvenuto in loco è senza dubbio la statua bronzea del condottiero romano Germanico. Dopo l'Editto di Costantino (313), Amelia divenne sede vescovile (363). Durante la Guerra Gotica, nel 548 i Goti guidati da Totila saccheggiarono e distrussero la città. Nel 726 Amelia fu sottomessa alla Chiesa da Papa Gregorio II, ma dal 730 al 740 i Longobardi di re Liutprando occuparono la città. Nel 742 Amelia ritornò a far parte dello Stato della Chiesa. Divenuta comune, fu saccheggiata dalle truppe dell'imperatore Federico II (1240). Entrata definitivamente nella sfera d'influenza della Chiesa, difese sempre i criteri di autonomia e di libertà comunali, fino alla nascita del Regno d’Italia (1860). Tra i personaggi illustri dell'epoca moderna cui la città diede i natali, ricordiamo il vescovo Alessandro Geraldini, il quale, mentre era a servizio della corona spagnola, intercesse perché Cristoforo Colombo ottenesse le tre caravelle che lo condussero alla scoperta del nuovo mondo. Successivamente fu nominato primo vescovo d'America.
Il pittoresco centro storico è racchiuso nelle mura poligonali del V – IV sec. a. C.. Vari i monumenti che esso ospita. Tra le chiese, le più notevoli sono il Duomo di Santa Firmina con il campanile romanico dell’XI sec., la Chiesa di S. Francesco (1287) e la Chiesa di Sant’Agostino (XIV sec.). Alcuni sono i palazzi degni di nota: Palazzo Farrattini eretto nel XVI sec. su progetto di Antonio da Sangallo; il Palazzo Comunale, con resti di monumenti romani e medioevali; Palazzo Petrignani (XVI sec.); Palazzo Nacci (XV sec.) e la Loggia dei Banditori; e il Palazzo Boccarini sede del Museo civico archeologico. Altri edifici che vanno menzionati sono la Casa romana di Via Farrattini; il meraviglioso teatro del 1782, uno dei pochi in Umbria di proprietà privata; infine, una grande torre alta più di 30 metri, simbolo di Amelia, sotto la quale si racconta che esistano ancora strade segrete che portano fuori città per fuggire dai nemici e per nascondere i tesori più preziosi.
Nel carnet degli eventi spicca soprattutto la Rievocazione storica dello statuto del 1346 in agosto, quando per due settimane il centro storico di Amelia è diviso in cinque contrade, Crux Burgi, Posterola, Platea, Vallis e Collis, che si danno battaglia nel "Palio dei Colombi", giostra incentrata su di un giro di quintana a cavallo e su di un tiro alla balestra. Il bersaglio colpito fa aprire una gabbia, e liberare in aria un colombo. Inoltre, per la Festa del patrono Santa Firmina, il 24 novembre, si tengono grandi banchetti, si offrono ceri alla santa e si svolge un corteo storico. Un’allegra festa per gli occhi e per il palato. Tra le specialità gastronomiche locali, vi sono i fichi imbottiti di cacao e aromi.
Per informazioni rivolgersi all’Ufficio Informazioni Turistiche dell' A.P.T. - tel. 0744-981453.
Qualità media:
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