| Titolo | BAGNO A RIPOLI |
| Categoria | Città |
| Argomento | Generale |
| Stato | ITALIA |
| Citta | BAGNO A RIPOLI |
| Indirizzo | |
| Cap | |
| Provincia | Firenze |
| Nome Alternativo | |
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| Recapiti | |
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| Pubblicato da | Sovrana |
| Fonte | TSCITTA2 |
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(Area fiorentina) L'attuale territorio comunale di Bagno a Ripoli corrisponde solo in parte a quello dell'omonima Lega del contado fiorentino di memoria medioevale. Le Leghe erano associazioni di plebati e di popoli; quella del Bagno a Ripoli comprendeva per intero i plebati di Santa Maria dell'Antella e di San Donnino a Villamagna, quasi totalmente quello di San Pietro a Ripoli e alcune parti del plebato di San Giovanni di Remole. Il plebato di Antella si estendeva fino a San Donato in Collina, mentre il plebato di Ripoli si spingeva, attraverso antiche vie, sulla riva destra dell'Arno e ne garantiva l'attraversamento. Nel 1774 la riforma del granduca Pietro Leopoldo, costituendo le comunità, ridusse l'estensione del territorio che contava trentasei "popoli". Agli inizi dell'Ottocento venne scorporata la porzione sulla destra dell'Arno, Rovezzano; infine, con la formazione della "grande Firenze", la comunità subì ulteriori modifiche per arrivare, ma solo nel nostro secolo, ad acquisire l'attuale costituzione. Bagno a Ripoli da qualche decennio ha assunto funzioni prettamente residenziali nel contesto dell'area metropolitana fiorentina. Attualmente conta circa 27.000 abitanti, non solo con i suoi centri Grassina e Antella i maggiori - tutti di recente sviluppo ma anche con la campagna dove sono state restaurate molte case coloniche in passato castelli o case torri - ed antiche dimore. Da ricordare che nel Medioevo il plebato, di cui la pieve è la chiesa principale, costituiva una circoscrizione ecclesiastica di base e rappresentava la struttura portante dell'organizzazione civile, svolgendo anche funzioni amministrative, quindi "laiche": manutenzione delle strade di pertinenza, partecipazione alle spese di guerra. Il territorio di Bagno a Ripoli è ricco di testimonianze archeologiche: dal rinvenimento di manufatti litici pare, infatti, che le prime tracce di insediamenti umani risalgano all'Età Neolitica, anche se un vero e proprio insediamento in Bagno a Ripoli si ebbe nel periodo etrusco-ellenistico. Dagli scavi effettuati in via della Nave sono emerse numerose e complesse strutture riferibili principalmente ad età romano-imperiale, con modificazioni e rimaneggiamenti di varia epoca, anche recente, che insistono però su un'area già frequentata almeno dal III secolo a.C. In particolare sono state rinvenute parti di un edificio romano, resti di pavimentazioni in cocciopesto, un esempio di opus reticolatum , con archi e volte in laterizi. Dai reperti, numerosi quelli numismatici ed importanti quelli in vetro, si può definire la frequentazione del complesso, per quanto concerne l'epoca romana, dal periodo augusteo al III secolo d. C. Quanto alla natura dell'insediamento, l'ipotesi più probabile è che si tratti di un centro abitato che occupava buona parte dell'attuale paese. Anche in localita' Antella si trovano reperti archeologici: si ipotizza che le strutture rinvenute appartengano ad una villa rustica di eta' romano-imperiale. In particolare l'area studiata mette in luce un ambiente destinato ad un'attivita' produttiva, dove si evidenziano una vasca, una macina in pietra serena, un ambiente sospeso, adatto ad essere riscaldato. Si puo' dunque ipotizzare la presenza di un frantoio. Lo studio dei reperti consente infine di determinare che l'impianto sia stato in funzione verso la fine del I secolo a.C., mentre l'abbandono definitivo potrebbe essere avvenuto nel Tardo Impero. L'assetto viario del territorio di Bagno a Ripoli derivò nel Medievo dalla conformazione geografica e dalla dislocazione dei plebati maggiori, Ripoli e Antella. Un noto studioso, il Plesner, formulò l'ipotesi che vi si poteva riscontrare una spiccata funzione "pontificia", nel senso letterale derivato da "ponte". Infatti la distribuzione delle chiese principali (pievi) - quindi dei "popoli", dipendenti dalla stessa pieve - era tale che vi confluivano le piu' importanti strade del plebato, anche se l'edificio religioso si collocava al di là di un ostacolo naturale (un fiume o una catena di rilievi). Ma il territorio era attraversato da importanti vie quali la Cassia con il più antico tracciato, che ricalcava il collegamento etrusco alla destra dell'Arno sulle pendici del Pratomagno. Successiva nel tempo è la strada romana per San Donato in Collina, come variante della via Cassia più antica per evitare l'ansa fluviale di Pontassieve, attraversando l'Arno all'altezza di Incisa o di Rignano. Le "vie maremmane" di transumanza, di origine antica, rimaste in uso fino al secondo dopoguerra, attraversavano Bagno a Ripoli e confermano la vocazione viaria di questo territorio. Da notare che il borgo di San Donato in Collina rappresentava un punto focale per queste vie, sia per chi attraversava l'Arno a Rosano, proveniendo dalla Val di Sieve, o a Rignano, scendendo dal Pratomagno.
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