| Titolo | BUSSETO |
| Categoria | Città |
| Argomento | Generale |
| Stato | ITALIA |
| Citta | BUSSETO |
| Indirizzo | |
| Cap | |
| Provincia | Parma |
| Nome Alternativo | |
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| Recapiti | |
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| Data Inizio | |
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| Documenti | |
| Pubblicato da | Sovrana |
| Fonte | TSCITTA2 |
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E’ considerata tradizionalmente la patria di Giuseppe Verdi, anche se è noto che il ‘cigno di Busseto’ nacque nella piccola frazione Roncole. La cittadina è ricca di storia e di tradizioni. Su Giuseppe Verdi, sul suo genio e sulla sua arte esiste una vastissima bibliografia per cui, nel fiorire degli studi, non sono mancati gli approfondimenti volti a stabilire l’appartenenza del grande compositore a uno specifico territorio, piuttosto che ad un altro, nella convinzione che certi comportamenti verdiani e certi tratti della personalità del Maestro siano da ricondurre non tanto o non solo al carattere individuale ma anche a quelle influenze profonde che provengono dai fattori culturali propri di ciascuna regione o provincia: le differenze linguistiche, di mentalità, di attitudini e via dicendo. Da taluni è sostenuta anche la tesi della ‘piacentinità’ di Giuseppe Verdi, derivatagli tanto dagli ascendenti materni (gli Uttini, residenti nei secoli XVII e XVIII a Cortemaggiore, Chiavenna Landi e Cadeo, località, tutte, del piacentino) che dal padre Carlo, nato sì alle Roncole, ma da genitori originari entrambi di S. Agata. il villaggio aldilà del torrente Ongina ove il Maestro visse dal 1851 in poi. Giuseppe Fortunino Francesco Verdi, di Carlo e Luigia Uttini, nacque alle otto di sera del 10 ottobre 1813, come risulta dall’atto di nascita (scritto in lingua francese, poiché all’epoca. Il comune di Busseto rientrava nel Dipartimento del Taro, direttamente annesso alla Francia). Nel modesto edificio, adibito anche a posteria, situato a un crocevia al centro del villaggio, il padre gestiva un’osteria con annessa bottega di generi vari; la madre era filatrice. La tradizione tramanda che durante il parto, essendo in corso i festeggiamenti annuali di S. Donnino, patrono della diocesi, la musica di un gruppo di suonatori girovaghi sia stata di buon auspicio per la futura attività del nascituro. Secondo recenti studi quella dei Verdi era una famiglia di piccoli proprietari non illetterati: spesso, infatti, i locandieri leggevano le lettere a chi non era in grado di farlo. Sarebbe quindi da ridimensionare la leggenda della famiglia indigente, del contadinello povero e privo d’istruzione, del giovane artista affamato, alimentata in seguito dall’editore Ricordi. Ancor oggi la vista delle stanze disadorne e prive di arredi non manca di commuovere i sempre numerosi visitatori, al pensiero dei trionfali traguardi raggiunti dal compositore. Egli però non dimentico delle proprie origini scriveva, nel 1863: ‘Sono stato, sono e sarò sempre un paesano delle Roncole’. Sulla facciata della casa una lapide del 1872 ricorda che i marchesi Pallavicino, che ne erano proprietari, vollero che rimanesse com’era allora; nel tempo altre lapidi commemorative e celebrative sono state apposte e tra esse è da ricordare quella voluta dai poveri di Roncole beneficiati dal Maestro (1901). Nel 1913, centenario della nascita, è stato collocato nel giardinetto antistante la casa un busto in bronzo realizzato da G. Cantù. Nel quadro delle celebrazioni che culmineranno nel gennaio 2001, centenario della morte, il Comune di Busseto sta realizzando il rifacimento del percorso didattico-museale della Casa Natale, con pannelli esplicativi e strumenti audiovisivi ed informatici. Monumenti e musei: Piazza Giuseppe Verdi dominata dal monumento dedicato al musicista; La Rocca (1250); S. Maria degli Angeli, complesso francescano eretto tra il 1470 e il 1474 Villa Pallavicino: all'interno Museo Civico; Palazzo Orlandi; Teatro Verdi; Salone Barezzi; Casa natale di Giuseppe Verdi (Roncole Verdi); Villa Verdi (a Sant'Agata in territorio piacentino)
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