| Titolo | CAMPAGNOLA |
| Categoria | Città |
| Argomento | Generale |
| Stato | ITALIA |
| Citta | CAMPAGNOLA |
| Indirizzo | |
| Cap | |
| Provincia | Reggio Emilia |
| Nome Alternativo | |
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| Recapiti | |
| Url | |
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| Documenti | |
| Pubblicato da | Sovrana |
| Fonte | TSCITTA2 |
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La più antica citazione risale al 772: in un diploma del re longobardo Desiderio si nomina Campaniola. Tuttavia era certamente esistente in epoca tardo-imperiale romana (IV-V sec. d.C.): infatti il toponimo deriva da un termine tecnico degli agrimensori romani (campania), e il culto dei santi patroni Gervasio e Protasio viene ricondotto a S. Ambrogio (390 d.C.). Nel 935, a protezione di una corte agricola fu edificato un castello, chiamato ‘Castellazzo’ a partire dal XII secolo, che fece parte del sistema di fortificazioni del marchese Bonifacio e della figlia Matilde di Canossa, la quale vi risiedette e da qui emanò atti e donazioni (1108). Insieme alle cappelle di S. Andrea e S. Giovanni passò al monastero di Frassinoro, quindi ai signori di Correggio e poi al Comune di Reggio (1250). Venne distrutto intorno al 1371 da Bernabò Visconti, signore di Milano. Unica superstite resta l'annessa chiesa di S. Andrea. Intorno al 1221 sorse nella parte meridionale del territorio il monastero agostiniano della SS. Trinità, che beneficiò della protezione di papa Gregorio IX per la sua importanza religiosa e culturale: Palmerio da Campagnola fu commissario apostolico nel processo di canonizzazione di S. Domenico (1233). Il monastero fu unito all'abbazia di Marola e al monastero di Colombaro (1237), per risanare la loro decadenza morale ed economica; da allora venne denominato ‘Abbazia’ o ‘Badia’. All'unione però seguì un periodo di decadenza che culminò con la trasformazione in commenda (1468); gli alti prelati commendatari, in genere, godettero dei beni (oltre mille biolche di terra), ma lasciarono decadere le strutture edilizie. Alla metà del Settecento i livellarii Sabbatini demolirono il monastero e gran parte della chiesa per erigersi un casino di campagna, ancora oggi esistente a fianco dei resti dell'antica chiesa; quindi, nel 1825 fecero abbattere anche la torre campanaria duecentesca. Nel 1214 esisteva anche un hospitale per i pellegrini annesso alla chiesa di S. Giovanni, denominato ‘Ospedale dell'Olmo’; ancora oggi c'è una località dal toponimo simile, l'oratorio della Madonna dell'Olmo, nelle cui vicinanze sorge la corte chiusa, purtroppo in rovina, del Casino Cesis: forse i resti dell'antico ospedale. Con la distruzione del Castellazzo e la decadenza dell'abbazia, Campagnola visse un secolo circa di semi abbandono, ma poi, a partire dal XV-XVI secolo, ebbe una graduale rinascita che si concretizzò nella erezione a Comune autonomo nel 1621 con decreto di Siro d'Austria, principe di Correggio. In seguito passò agli Spagnoli (1633) e poi agli Estensi; alla fine del Settecento fece parte della Repubblica Cisalpina, poi del Regno d'Italia. Con la restaurazione ritornò agli Estensi di Modena, ma nel 1859 divenne comune nel nuovo Regno d'Italia, con annessa la frazione di Cognento. Questa località, in antichi documenti del X-XI secolo, viene chiamata ‘Quingente’ (935), ‘Quignentum’, ‘Cugnentum’, ‘Cugnentulum’, dal numero latino ‘cinquecento’, che indica l'estensione del territorio in due quadre di 500 biolche l'una: Cognento di sopra e Cognento di sotto. Appartenne a Correggio insieme a Campagnola (XII sec.), poi fu dominio della famiglia Lupi insieme a Canolo (1265). Nel 1315 Cognento era Comune rurale sotto Reggio e vi rimase fino al 1815 quando, con Canolo e S. Michele, fu assegnato a Correggio, quindi nel 1859 divenne frazione di Campagnola. Dall'Unità d'Italia in poi, Campagnola ha avuto uno sviluppo demografico e urbanistico con il trasferimento di gran parte della popolazione sparsa nella campagna in prossimità del centro storico. Oggi è un paese tranquillo e laborioso, con viali e aree verdi attrezzate, con servizi per l'infanzia come l'Asilo nido comunale, l'Asilo infantile parrocchiale, le scuole elementari e medie; vanta efficienti laboratori di cultura come la Biblioteca, la Scuola di Musica con il Corpo Filarmonico, l'Oratorio S. Giovanni Bosco, il Centro Sociale polivalente; offre luoghi per lo sport quali vari campi sportivi, un campo da tennis, la palestra scolastica e il Palazzetto dello Sport che accolgono atleti di diversi gruppi e associazioni sportive; presenta una Casa Protetta per anziani e gode della presenza della stazione dei Carabinieri.
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Qualità media:
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