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CARRAIA E LIMITE
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TitoloCARRAIA E LIMITE
CategoriaCittà
ArgomentoGenerale
StatoITALIA
CittaCARRAIA E LIMITE
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ProvinciaFirenze
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Pubblicato daSovrana
FonteTSCITTA2
(Empolese)
Le prime tracce di insediamenti di vita stabili sul territorio limitese sono da far risalire all'età del bronzo (1.100 a.C. circa), come testimoniano i reperti degli scavi provenienti da Bibbiani, ove il Museo Archeologico e della Ceramica di Montelupo ha condotto ricerche che hanno portato al rinvenimento di due capanne, di cui una completamente conservata nella sua pianta. I materiali ritrovati comprendono i manufatti in osso (pettini), vaghi di collana in pasta vitrea, ceramiche tra cui vasi cordonati, biconici, olle con decorazione puntinata, vasetti d'impasto nero ("protobucchero"), fornelli.
La civiltà etrusca nei suoi periodi arcaico, classico ed ellenistico è poi ampiamente rappresentata da reperti scavati in località Montereggi di Limite, ove dagli inizi degli anni settanta è nota la presenza di un abitato di notevoli dimensioni. Di particolare interesse sono, in questa parte dell'esposizione, i documenti relativi all'evoluzione delle anfore ivi rinvenute (dai tipi propriamente etruschi di VI e V secolo a.C., alle cosiddette "greco italiche" di IV - II secolo a.C.) per le quali si può ragionevolmente stabilire la provenienza laziale, attestando un flusso di commercio (soprattutto del vino) di notevole importanza storica. Non mancano tuttavia per Montereggi le prove di un commercio a lunga distanza di generi di pregio, come si può desumere dalla presenza di una Kylix attica attribuibile al pittore "Codros", un ceramista attivo in Atene nell'ultimo trentennio del V secolo a.C.
Tra le ceramiche di produzione etrusca, oltre ad un'ampia esemplicazione dei tipi grezzi e dei grandi dolia per la conservazione delle derrate alimentari, si nota il vasellame con decorazione sovradipinta. Dell'ultima fase di vita di Montereggi sono testimonianza una serie di brocche per l'acqua, rinvenute in una cisterna, alcune delle quali del tipo detto "a pasta chiara granulosa" che si trova ancora nel secolo I d.C.
Per le fasi di popolamento in epoca romana sono poi importante attestazione i materiali, soprattutto anforici, rinvenuti all'interno di un edificio databile tra il IV e V secolo d.C. casualmente venuto alla luce in località Le Muriccia, nel comune di Capraia e Limite.
Il contesto identificato dalle anfore ivi rinvenute è tipico dei commerci mediterranei di epoca tarda, con una forte presenza di contenitori vinari nordafricani, delle Dressel 20 olearie della Spagna e degli spathia di probabile produzione orientale.
L’origine di Capraia è senza dubbio antichissima, mentre assai più recente è quella di Limite. Proprio tra queste due epoche sono sorti gli altri paesi che formano oggi le frazioni del comune: Bibbiani, Pulignano, Castellina, Castra, Conio e Colle.
Capraia è legata alla storia di antichi nobili e signori feudali; il paese fu infatti feudo della Famiglia Alberti di Mangona e vista la posizione strategica fu terreno di scontri fra i nobili fiorentini e i nobili pistoiesi che dalla vetta del monte potevano controllare l’intera viabilità. Nel 1203 i fiorentini costruiscono di fronte a Capraia il castello di Montelupo per fronteggiare gli attacchi armati dei pistoiesi guidati dal Conte Guido Borgognone, il quale però fu costretto l’anno successivo a firmare un atto di vassallaggio sottomettendosi ai fiorentini. Le lotte, aggravate anche dalle dispute tra Guelfi e Ghibellini, continuarono ancora per molti anni, fino ad arrivare all’attacco ad opera dei Ghibellini del Castello di Capraia e delle vicine Castra e Conio dove si erano rifugiate le famiglie dei Guelfi. Quest’ ultime, rendendosi conto della grave situazione, cercarono di trattare col nemico nascondendogli però la reale situazione onde strappare le migliori condizioni. Fu solo l’azione traditrice di un calzolaio fiorentino, escluso dal Consiglio, che fece crollare il piano portato avanti pazientemente, avvertendo la controparte delle vere condizioni in cui si trovavano. I Conti e i capitani Guelfi furono fatti prigionieri , furono incatenati e gettati in mare. Nel 1250 i Guelfi ritornarono e uccisero il calzolaio traditore in mezzo ad una folla entusiasta.
Il nome di Capraia sembra derivare da Cerbaria (così era indicata in un privilegio dell’imperatore Ottone III in favore del vescovo di Pistoia): quindi da luogo di cervi, non solo di capre, come invece successivamente si è creduto, ponendo come simbolo di Capraia una capra. Il nuovo stemma proposto recentemente, le affianca un pastore che si riposa vicino ad un cippo di confine, a significare Limite.
Il paese conserva la sua fisionomia pittoresca snodandosi a partire dalla chiesa di S. Stefano per stradine caratteristiche con scorci panoramici sulla pianura e sull’Arno. Particolare di Capraia è la produzione di vasellame ceramico, grazie alle cave di argilla, all’acqua del fiume e al legame dei boschi. Di recente, infatti, è stata acquistata dal comune una fornace del settecento destinandola, con le sue rare strutture di archeologia preindustriale, a costituire una cerniera fra tradizione artigiana e museo laboratorio in rapporto con Montelupo.
Le origini di Limite sono invece molto più recenti; infatti le prime notizie ufficiali si rintracciano in un atto di donazione, risalente al 940, del Conte Guido Guidi, padrone di numerosi terreni in queste zone, a favore del Capitolo della Città di Pistoia, ove il Conte risiedeva. Nella donazione si parla infatti di uno dei poderi ceduti situato in Limite. Quest'ultimo sorge come modesto scalo fluviale e dopo essere stato feudo del Conte Guidi, passa, inizialmente, di proprietà del comune di Pistoia e nel XIV secolo fu ceduto alla Repubblica Fiorentina. Il nome 'Limite' deriva dal fatto che il paese si trovava proprio al confine di due giurisdizioni ecclesiastiche e politiche, Pistoia e Firenze.
Il territorio era in tempi antichi a carattere prevalentemente boschivo e pertanto le attività esercitate erano solo quelle agricole e di pastorizia. Da queste attività si passa con gli anni allo sviluppo di altri mestieri: artigiani, pagliaioli, edili, pescatori, apicoltori e soprattutto navicellai che con le loro imbarcazioni salivano l’Arno trasportando granaglie, sale, aringhe ecc. Col passare degli anni, Limite riuscirà ad incrementare le attività produttive, creative e lavorative grazie alla vicinanza dell’Arno assorbendo la maggior parte degli abitanti dei borghi vicini. Proprio per questo nel secolo scorso (1874) si fece sentire l’esigenza di spostare la sede comunale dal paese di Capraia al capoluogo di Limite. La categoria di navicellai crebbe rapidamente di importanza, si’ da farne ben presto i navigatori più esperti dell’Arno da Firenze alla foce e i più richiesti per i trasporti importanti e difficili. Il passo da questa categoria a quella dei costruttori di barche fu molto breve.
Il legame con il fiume Arno ha contribuito non solo alla nascita di cantieri navali ancora oggi attivi e ben operanti ma anche alla nascita della Società Canottieri.
Qualità media:
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