| Titolo | CINTO CAOMAGGIORE |
| Categoria | Città |
| Argomento | Generale |
| Stato | ITALIA |
| Citta | CINTO CAOMAGGIORE |
| Indirizzo | |
| Cap | |
| Provincia | Venezia |
| Nome Alternativo | |
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| Recapiti | |
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| Documenti | |
| Pubblicato da | Sovrana |
| Fonte | TSCITTA2 |
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Il toponimo “Cinto”, di evidente derivazione latina [quintus], non diversamente dagli altri toponimi di origine “numerale” che identificano alcune località poste nelle immediate adiacenze, Sesto [al Reghena], Settimo, è direttamente riconducibile all'esistenza di un cippo lapideo che segnalava la distanza di cinque miglia dalla Concordia misurate lungo una strada romana che doveva transitare nelle vicinanze dell’attuale centro abitato. Nei documenti compare per la prima volta nel 1192 ed è strettamente associato alla natura boscosa del territorio circostante. L’aggiunta “Caomaggiore” è diretta conseguenza del R.D. 21 luglio 1867, n. 3.827. Al momento della caduta della Repubblica di Venezia. la comunità di Cinto, che conta con i borghi annessi, Ronco dei Gesuati, Bosco del Forestier e Bosco di San Biagio, 870 abitanti, gode della qualificazione giuridica di “villa” ed è sottoposta alla giurisdizione civile della Meduna, nell’ambito della Patria del Friuli. Il Repertorio delle Comunità e parrocchie della Patria del Friuli, stampato a Udine ne1 1766, attribuisce alla parrocchiale, dedicata a San Biagio, la curazia di Bando Scudelle, Bosco di San Biagio, Bosco del Forastier, Ronche con Jesuati e Settimo, oltre naturalmente alla diretta giurisdizione spirituale su Cinto. In conseguenza dell’annessione dei territori della Serenissima al Regno d’Italia napoleonico (30 marzo 1806), Cinto, e le annesse frazioni di Bando Scudelle, Ronco dei Gesuati, Forestier, Bosco di San Biagio, Stradetta e Settimo, viene giuridicamente costituito in “Comune” di III classe, e in quanto tale amministrato da una Municipalità composta dal Sindaco e due Anziani, e dal Convocato generale. Dapprima aggregato al Distretto di Portogruaro, e unito al Dipartimento di Passaríano (Udine), in applicazione dei nuovo Compartimento territoriale del 22 dicembre 1807, viene definitivamente staccato dal Friuli e posto, assieme al Cantone di Portogruaro, alle dipendenze del Dipartimento del Tagliamento (Treviso). A seguito delle concentrazioni dei Comuni disposte l’anno successivo dal Prefetto di Venezia, Cinto dà vita ad un’unica entità amministrativa e giuridica che riunisce, oltre alle originarie e tradizionali frazioni, anche gli attuali Comuni di Gruaro, Teglio Veneto e rispettive frazioni. Grazie all’accresciuto numero degli abitanti (3.365), il nuovo Comune, il sesto per popolazione complessiva nell’àmbito di tutto il Distretto di Portogruaro, viene elevato alla Il classe, alla pari di Portogruaro, San Stino di Livenza e San Michele al Tagliamento, e affidato all’amministrazione di un podestà. coadiuvato da quattro Savi e assistito dal Consiglio comunale. Con il susseguente Compartimento territoriale del 28 settembre 1810, Cinto entra stabilmente a far parte del Dipartimento dell’Adriatico (Venezia), nell’ambito del Distretto di Portogruaro, il più esteso di tutto il Dipartimento, comprensivo anche dei Cantoni di San Donà e di Aquileia. Le rinnovate riorganizzazioni territoriali disposte a più riprese dalla dominazione austriaca (1814-1866) confermano l’appartenenza del Comune di Cinto (III classe) alla Provincia di Venezia e ne definiscono (maggio 1816) estensione territoriale, ricondotta ai limiti originarî (Cinto, Settimo, Ronco dei Gesuati, Bosco di San Biagio, Forestier e Stradetta). La popolazione dell’intero Comune, esteso 21.158 pertiche censuarie (21,158 Kmq), ammonta nel 1817 a 1.060 abitanti, e si mantiene su questi livelli, con minime oscillazioni, talora in positivo talora in negativo, fino a tutti agli anni Venti del XIX secolo. Solo gli esordii degli anni Trenta registrano l’inizio di un trend demografico contraddistinto da un graduale ma costante aumento degli abitanti. Intorno alla metà del secolo la popolazione residente sembra attestarsi grossomodo intorno ai 1.500 abitanti. L’Enciclopedia degli affari di Valentino Guazzo, a mezzo secolo, attribuisce a Cinto 1.605 abitanti, una parrocchia e 28.330,03 lire di estimo. Singolare la descrizione che di Cinto offre il Dizionario Corografico dell’Italia di Amato Amati, pubblicato per Vallardi alla fine degli anni Sessanta: "”Ha una popolazione di 1.423 abitanti .... Il suo territorio abbonda soprattutto di cereali e di pascoli. Il capoluogo è un bordo che giace tra il fiume Ragogna (sic!) a Levante e il Meduna a ponente, lontano circa 23 chilometri a greco da Oderzo e quasi, 16 a libeccio da S. Vito”. L’annessione al Regno d’Italia sabaudo (ottobre 1866), non modifica di molto il contesto socio-territoriale di Cinto, soprattutto rispetto all’immediato precedente. Minimi aggiustamenti con i Comuni confinanti, già in età austriaca ma soprattutto dopo l’unione al resto d’Italia, portano l’estensione del territorio comunale agli attuali valori (21,48 Kmq), mentre nell’arco di un secolo (1881-1981), seppure a fatica e secondo trend demografici affatto analoghi a quelli riscontrabili nel Comuni finitimi, la popolazione residente riesce a raggiungere le 3.000 anime.
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