| Titolo | FINALE EMILIA |
| Categoria | Città |
| Argomento | Generale |
| Stato | ITALIA |
| Citta | FINALE EMILIA |
| Indirizzo | |
| Cap | |
| Provincia | Modena |
| Nome Alternativo | |
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| Recapiti | |
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| Costi | |
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| Documenti | |
| Pubblicato da | Sovrana |
| Fonte | TSCITTA2 |
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Il territorio di Finale Emilia rappresenta l’ultimo lembo della ‘Bassa’ provincia di Modena, confinante con le province di Ferrara e di Bologna. Posto a 15 metri sul livello del mare, comprende le frazioni di Massa Finalese, Reno Finalese, Casumaro, Casoni e Canaletto. Mentre nella campagna sono emerse testimonianze dell’età del bronzo e di epoca romana, Finale Emilia come borgo nasce soltanto intorno al mille (le prime notizie storiche risalgono al 1009, e sono riportate in un documento nonantolano che testimonia l’esistenza in Finale di un castrum). Terra di confine, Finale fu fortificata dai modenesi nel 1213 e nel 1306. Nel XIII°secolo, il fiume Panaro viene fatto passare attraverso la città e Finale diviene importante luogo strategico per il controllo della navigazione fluviale sia commerciale che militare. La presenza di una via d’acqua , che collegava Modena a Ferrara e al mare, favorì lo sviluppo del paese, sede anche dei mulini ducali. Dal XV° secolo divenne un importante porto fluviale tanto da ospitare, sino alla metà del settecento, la flotta di bucintori estensi. Con lo sviluppo delle attività commerciali si instaurò a Finale anche una importante comunità ebraica. Nel corso della sua storia Finale è stata sede di numerose confraternite religiose che hanno lasciato, a testimonianza della loro presenza, le numerose chiese e conventi ancora oggi esistenti. Nel 1593 nasce una delle prime accademie letterarie del tempo quella dei Fluttuanti, che annovererà importanti letterati e studiosi tanto da divenire una delle più importanti d’Italia. Rimasta praticamente sempre sotto il dominio estense (fatta eccezione per i periodi 1510-1521 e 1796-1814), Finale Emilia nel 1779 ottiene dal duca di Modena Francesco III° il titolo di città. Alla fine del secolo scorso, con la deviazione del fiume Panaro Finale muta la sua funzione secolare di città d’acqua e cambia definitivamente il suo assetto urbanistico ed economico, già da qualche decennio impostato prevalentemente sull’agricoltura. Tale connotazione economica si caratterizzò fino al 1973, anno in cui si avvia la costruzione del polo industriale in località Ca’ Bianca. Attualmente l’economia si basa su una serie di attività molto diversificate nei vari settori economici.
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