| Titolo | Forlì |
| Categoria | Città |
| Argomento | Generale |
| Stato | ITALIA |
| Citta | Forlì |
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| Pubblicato da | Sovrana |
| Fonte | TSCITTA |
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Sulla Via Emilia, al centro di una fertile zona agricola, Forlì è una delle principali città della Romagna. Il centro della città ha una struttura viaria medievale, ma con una fioritura di eleganti palazzi innalzati dal XVI al XVIII secolo, fra cui Palazzo Mangelli, ed altri che conservano forme rinascimentali e medievali come Palazzo Gaddi. Forlì (Forum Livii) prende il nome dalla gens Livia che pare abbia costituitoli primo nucleo della città. Nei secoli successivi, divenuta Comune ghibellino, sostenne con varia fortuna, lotte contro Faenza, Venezia, Bologna, Firenze ed il Papato. Nelle lotte contro i Guelfi di Romagna assunse una parte non trascurabile ed atteggiamenti di fiera resistenza, come nel 1252 dopo la resa di Faenza a Federico II dopo la morte dell’imperatore. Sono da ricordare la vittoria dei forlivesi e dei ghibellini di Romagna, capitanati da Guido da Montefeltro, sui bolognesi e Malatesta di Verrucchio, al monte Procolo (1275); particolare rilievo storico assunse la vittoria, nel 1282, contro l’assedio dei francesi di Giovanni d’Appia, rettore e conte di Romagna (il ‘sanguinoso mucchio’ di Dante). Da allora ebbe inizio il sorgere delle contese tra le famiglie Orgogliosi ed Oderlaffi. La Signoria degli Oderlaffi, iniziata nel 1315, è legata per quasi due secoli alla storia di Forlì. Ma anche durante questo periodo continuarono le lotte e la cottà fu alternativamente libera Repubblica e soggetta alla Chiesa. Sotto gli Oderlaffi, il potere temporale dei Papi fu particolarmente pesante, avendo essi ottenuto l’investitura come Vicari della Santa Sede. Estintosi il potere degli Oderlaffi, dopo la breve signoria di Giacomo Riario, morto per mano di sicari, il potere passò nelle mani della vedova, Caterina Sforza, spodestata dopo strenua lotta nel 1500 da Cesare Borgia, detto il Valentino. Di nuovo sotto gli Oderlaffi, Forlì passò alla Chiesa e successivamente ai francesi, fino alla costituzione del Regno d’Italia. Al Risorgimento, Forlì diede molti uomini insigni, tra cui Aurelio Saffi, triumviro con il Mazzini e l’Armellini della Repubblica Romana del ’49; Pietro Maroncelli, amico e compagno di prigionia di Silvio Pellico, e Carlo Matteucci, patriota ed insigne fisico autore di fondamentali opere e trattati sull’elettrofisiologia.
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