| Titolo | GAVORRANO |
| Categoria | Città |
| Argomento | Generale |
| Stato | ITALIA |
| Citta | GAVORRANO |
| Indirizzo | |
| Cap | |
| Provincia | Grosseto |
| Nome Alternativo | |
| Email | |
| Recapiti | |
| Url | |
| Data Inizio | |
| Data Fine | |
| Ricorrenza | |
| Orari | |
| Costi | |
| Link | |
| Documenti | |
| Pubblicato da | Sovrana |
| Fonte | TSCITTA2 |
|
|
Nel cuore dell’ Alta Maremma grossetana, si estende il vasto territorio del comune di Gavorrano in cui si fondono mirabilmente testimonianze storiche antiche e recenti in uno scenario naturale ricco e suggestivo. A pochi chilometri dal Golfo di Follonica, sul fianco del Monte Calvo, sorge il Borgo di Gavorrano, il capoluogo. Posto in posizione dominante (273 m.), offre al visitatore uno splendido panorama di verdi colline ammantate verso la Piana del fiume Pecora, fino al secolo scorso occupata da paludi e acquitrini, ma trasformata nel tempo in una gradevole campagna coltivata. Pure così vicino al litorale tirrenico raggiungibile in pochi minuti, Gavorrano é lontano dai ritmi frenetici del turismo balneare e può offrire, in alternativa, una ‘immersione’ in un territorio dove uomo e ambiente si sono evoluti con rara armonia. Qui convivono suggestivi borghi e migliaia di ettari di macchia mediterranea, querceti e castagneti, tombe etrusche e vecchie miniere, queste ultime inserite nel progetto del futuro parco minerario. I centri medioevali di Caldana, di Ravi, di Giuncarico, dello stesso capoluogo e la Rocca di Castel di Pietra, saranno le possibili tappe di un percorso che avrà come scenario una natura incontaminata, in un territorio sconosciuto dal turismo di massa. Sicuramente interessante una visita a Bagno di Gavorrano, antico borgo termale, oggi centro più densamente abitato di tutto il Comune, sede tra l’ altro di numerosi impianti sportivi. La posizione, il clima, la particolare conformazione geologica e, non ultimo, il rapporto tra uomo e natura evolutosi nel corso della storia, hanno creato un ambiente estremamente vario e diversificato. Le praterie e le garighe dei calcari del Monte Calvo, i rigogliosi boschi sempreverdi delle pendici delle colline, le cerrete e i castagneti delle zone più fresche e umide, costituiscono l’ habitat ideale per una ricca fauna : Cinghiali, Caprioli, Istrici, Volpi, Rapaci e tanti altri piccoli animali sono comuni nei boschi e nelle campagne e, tra essi, anche specie altrove scomparse, come la Martora e il raro Gatto Selvatico. Nelle campagne, soprattutto nell’ interno, possono essere ancora ammirati scorci del tradizionale paesaggio rurale toscano, con oliveti, vigneti e campi, intercalati da siepi e filari di cipressi, con la presenza di grandi e vetusti alberi "a guardia" delle coltivazioni. Ulteriore testimonianza del grande valore dell’ambiente nel territorio di Gavorrano, é la recentissima nascita del Laboratorio di Educazione Ambientale della Finoria, una struttura che si pone all’ avanguardia in questo settore, in Italia e all’ estero. Gavorrano deriva dal latino Caput Boreanum, trasformatosi poi in Capo Borano, Cavorano e infine nel nome attuale. Questo nome inizialmente indicava solo un’ estremità della catena di colline dove successivamente è nato il borgo. Le prime testimonianze sull’ abitato risalgono all’ epoca di Carlo Magno (IX SEC. d.C.), che sconfitti i Longobardi donò il Castello di Gavorrano alla famiglia Alberti di Mangona che, come altre, lo aveva sostenuto nella difficile guerra. Alla fine del XII secolo, Gavorrano apparteneva a Gualfredo, vescovo di Grosseto, a cui succedettero nel secolo seguente i conti Pannocchiechi, la famiglia che forse ha maggiormente segnato la storia del borgo e l’ immaginario collettivo dei suoi abitanti. Suggestive testimonianze architettoniche di quel periodo (edifici con le strutture originarie di archi, porte e finestre) sono osservabili nel centro storico in via Pannocchieschi, in via Filzi, in via Bandi e in via di Mezzo. Nella Chiesa di S. Giuliano è conservata una piccola statua marmorea, rappresentante la Madonna con il Bambino, scolpita da Giovanni D’ Agostino, ultimo dei grandi scultori senesi del 1300, capomastro del Duomo di Siena e del Duomo di Orvieto.
|
Qualità media:
Condividi
|