| Titolo | MARINA DI VECCHIANO |
| Categoria | Città |
| Argomento | Generale |
| Stato | ITALIA |
| Citta | MARINA DI VECCHIANO |
| Indirizzo | |
| Cap | |
| Provincia | Pisa |
| Nome Alternativo | |
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| Recapiti | |
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| Data Inizio | |
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| Pubblicato da | Sovrana |
| Fonte | TSCITTA2 |
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Cinquemila metri. Tanto è lungo il litorale di Marina di Vecchiano, delimitato a sud dalla foce del fiume Serchio e, a nord, da Torre del Lago; oggi questo tratto di arenile è uno dei pochi lembi di spiaggia italiana rimasta incontaminata. Qui si può osservare un ecosistema di rara bellezza: il sistema dunale, caratterizzato dai rilievi dunali, dalle depressioni interdunali e dalla vegetazione pioniera che consolida il tutto, fronteggiando con vigore i venti marini. Il frequentatore della spiaggia per eccellenza è, in estate, ‘l’uomo’, in inverno il fratino, un simpatico uccello che è solito passeggiare tranquillo sulla battigia, laddove si infrangono le onde. A distanza si riesce a scorgere anche il beccapesci che, dopo l’abituale tuffo, riemerge dalle acque, spiccando il volo con la preda nel becco. Verso l’interno si sconfina nella pineta di Migliarino, dove si ripetono gli alti e i bassi dunali, che qui prendono il nome rispettivamente di cotoni e lame. I cotoni ospitano il leccio e il pino domestico (specie introdotta dall’uomo). Le lame, in inverno inondate dalle acque, sono colonizzate da specie igrofile quali il pioppo, il frassino, l’ontano e il cipresso calvo d’America, che, con le sue radici emergenti dalle acque, dà un aspetto veramente singolare all’ambiente. Nemmeno al più distratto osservatore possono sfuggire le tracce dei padroni di questi luoghi: i fori nei tronchi degli alberi, marcati dal tambureggiare del picchio rosso maggiore, e il terreno scavato e ‘arruffato’ dal cinghiale, l’ungulato più diffuso in Italia.
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Qualità media:
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