| Titolo | MOLINELLA |
| Categoria | Città |
| Argomento | Generale |
| Stato | ITALIA |
| Citta | MOLINELLA |
| Indirizzo | |
| Cap | |
| Provincia | Bologna |
| Nome Alternativo | |
| Email | |
| Recapiti | |
| Url | |
| Data Inizio | |
| Data Fine | |
| Ricorrenza | |
| Orari | |
| Costi | |
| Link | |
| Documenti | |
| Pubblicato da | Sovrana |
| Fonte | TSCITTA2 |
|
|
Nella pianura a nord-est di Bologna troviamo Molinella, un centro di antiche origini, collocato da sempre in aree contese tra acque e terre. Basti dire che i numerosi mulini posti lungo l’antico corso dell’Idice, e che con ogni probabilità hanno battezzato la città, sembra che potessero macinare sia quando l’acqua scendeva verso il Po, sia quando essa ‘risaliva’ a causa delle sue piene. Tra gli interessi storico-artistici che Molinella può soddisfare vi è il campanile che pende e l’altra ‘cima’ che si staglia sulla pianura: la Torre S. Stefano, costruita dai bolognesi nel 1402. La grande bonifica e la terra finalmente disponibile per i lavori agricoli, dal 1700 ai primi del 1800, si intrecciano a Molinella con la storia del movimento bracciantile. Qui nacque, infatti, G. Massarenti, l’uomo che dalle esperienze sindacali passò alla creazione delle prime cooperative di produzione e lavoro. Qui nel 1896, allo scopo di contenere i prezzi della distribuzione sorse anche la prima cooperativa di consumo. Infine è da segnalare una curiosità gastronomica: è a Molinella che nacque, nel 1700, la deliziosa torta di tagliatelle. Nei pressi di Molinella è poi da visitare la frazione di Selva Malvezzi, antico feudo dell’omonima potente famiglia senatoria bolognese. Qui l’insieme del borgo ha conservato l’aspetto di un tempo. Notevole è il seicentesco Palazzo Padronale, con lo scalone a doppia rampa per consentire l’accesso diversificato per persone e animali e il Palazzo del Governatore, con la splendida facciata arricchita dall’orologio e dalla campana. Dopo Molinella, seguendo le indicazioni per Marmorta e Argenta, si giunge all’Oasi delle Valli di Argenta, ormai in territorio ferrarese. Queste zone umide, definite di ‘importanza internazionale’ dalla Convenzione di Ramsar, si estendono per 1600 ettari e sono costituite dalle Casse di espansione di Bassarone, Campotto e Valle Santa. Sono quanto resta delle grandi aree vallive, i bacini lasciati ad accogliere le punte di piena (da qui ‘Casse di espansione’) dei torrenti Idice e Quaderna e del fiume Reno. Gli appassionati di osservazioni naturalistiche troveranno qui un vero paradiso popolato da migliaia di esemplari di uccelli dalle abitudini acquatiche. Ma anche chi sa apprezzare il respiro della natura, senza pretese specialistiche, non dovrebbe mancare questa meta.
|
Qualità media:
Condividi
|