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ORBETELLO
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TitoloORBETELLO
CategoriaCittà
ArgomentoGenerale
StatoITALIA
CittaORBETELLO
Indirizzo 
Cap 
ProvinciaGrosseto
Nome Alternativo 
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Recapiti 
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Data Inizio 
Data Fine 
Ricorrenza 
Orari 
Costi 
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Pubblicato daSovrana
FonteTSCITTA2
La Feniglia, lunga sei chilometri, è la spiaggia che unisce l'Argentario ad Ansedonia. Durante questi anni di turismo di massa è rimasta una delle poche spiagge quasi completamente ‘libere’, contandovi pochi stabilimenti balneari e tutti concentrati nel tratto iniziale del tombolo e nel tratto finale, nei pressi di Ansedonia.
La spiaggia durante i mesi estivi è affollata fino all'inverosimile e la pineta che si estende per tutta la lunghezza del tombolo conserva un fascino particolare per tutto l'anno. E' un oasi di pace dove il cemento ha fatto capolino solo in un breve tratto comunque circoscritto. Questa distesa verdeggiante ha oltre un secolo di vita, e nel suo interno corrono tre strade chiuse al traffico motorizzato e percorribili soltanto a piedi o in bicicletta. Passeggiare nella pineta diventa anche l'occasione per fare degli incontri interessanti con daini, fagiani, merli, ghiandaie, fringuelli, cuculi, tassi, istrici e con le lontre che ormai sono in via di estinzione. Di recente, inoltre, sono stati costruiti dal WWF due osservatori sulla strada che costeggia la laguna, dai quali è possibile ammirare, nel loro ambiente naturale aironi, fenicotteri, folaghe, cormorani e molte altre specie di uccelli. Il canto delle cicale ed il profumo delle numerose varietà di pini e di piante che compongono il folto della vegetazione (Pino Domestico, Marittimo, Leccio, Mirto e Ginepro) accompagnano le passeggiate fra importanti tasselli di storia locale: la vegetazione avvolge i resti di una villa romana vicino ad Ansedonia. Fino al 1992 (anno in cui sono misteriosamente scomparsi), erano ancora ben visibili i tralicci dell'Aeronautica, che permettevano di illuminare la Feniglia consentendo agli idrovolanti di ammarare anche nelle ore notturne. Nel 1973 è stato poi eretto all'interno della pineta un monumento a Michelangelo Merisi da Caravaggio per commemorarne il quarto centenario della nascita (Caravaggio 1573 - Porto Ercole 1610).
Come dimostrato dalle mura perimetrali, Orbetello è munita di fortificazioni fin dai tempi antichi. Nel corso dei secoli i vari dominatori hanno ristrutturato, ampliato e modificato le preesistenti strutture difensive; si ha comunque la certezza che le fortificazioni costruite dagli Spagnoli furono realizzate sopra costruzioni medioevali già ammodernate dalla Repubblica di Siena. La parte più consistente delle fortificazioni orbetellane sorge sul lato più vulnerabile che guarda la terraferma, provvista nel medioevo di piccole torri quadrate. Resti di torri si trovano inoltre dove attualmente sorge il bastione di S. Maria e nella Rocca (oggi ex Fortezza). La Rocca venne costruita probabilmente nel 1100 da Pietro Farnese e poi ultimata dagli Orvietani, e sembra che questa struttura non sorgesse dove è adesso ma un po’ spostata verso l'Ospedale, nel luogo dove anticamente era l'Arce Etrusca, ed ai suoi lati si ergevano due torri chiamate la ‘Ghibellina’ e la ‘Senese’. I lavori di restauro della Rocca iniziarono nel 1415, durante l'egemonia dei Senesi.
Quando Orbetello fu saccheggiata da Jacopo Piccinino, le fortificazioni subirono ingenti danni e nel 1468 l'Architetto Pietro Landi detto ‘Il Vecchietta’ venne incaricato dalla Repubblica di Siena di ristrutturarle. Successivamente, con il perfezionarsi delle arti belliche, i Senesi cercarono di adeguare le strutture difensive, costruendo bastioni, e incaricando l'Architetto Anton Maria Lari della ristrutturazione della Rocca e della costruzione della Nuova Porta a Terreno (oggi Medina Coeli), in sostituzione di una più piccola e diversamente ubicata.
Con la nascita dello Stato dei Presidi Spagnoli, le fortificazioni subirono nuove modifiche: i bastioni furono parzialmente ricostruiti e murati, la Rocca sanata dei danni subiti durante le guerre e le porte di accesso alla città vennero completamente ristrutturate ed abbellite. Le vie d'accesso alla città erano protette dai bastioni affiancati da un ampio fossato, detto Fosso Reale o Fosso Regio; dopo il 1646 un altro canale d'acqua venne affiancato alla strada. Nel 1692 fu ristrutturata la Porta a Terra Esterna, che divenne l'ingresso principale della città; furono costruiti il Bastione d'Arcos e la Polveriera Guzman, fatta erigere da Carlo II e rimasta famosa negli annali storici locali perché nel 1860 vi si rifornì di armi e munizioni Giuseppe Garibaldi, nel suo passaggio in Maremma durante la Spedizione dei Mille.
Qualità media:
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