| Titolo | PESCHIERA DEL GARDA |
| Categoria | Città |
| Argomento | Generale |
| Stato | ITALIA |
| Citta | PESCHIERA DEL GARDA |
| Indirizzo | |
| Cap | |
| Provincia | Verona |
| Nome Alternativo | |
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| Recapiti | |
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| Pubblicato da | Sovrana |
| Fonte | TSCITTA2 |
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Sullo stemma comunale di Peschiera del Garda ci sono due anguille e una stella. La spiegazione di questi simboli è in un libro di duemila anni fa. Lo scrittore latino Plinio il Vecchio scrisse infatti che quando splende la “stella d’autunno” (quando cioè si vede brillare nel cielo il pianeta Venere), le anguille arrivano qui a migliaia. E anche adesso, là dove il fiume Mincio nasce dal lago di Garda, si pescano eccellenti anguille. All’epoca di Plinio, ai tempi dell’impero romano, Peschiera era chiamata Arilica ed aveva già una notevole importanza. Poi, lungo i secoli, venne fortificata dagli Scaligeri, da Venezia, dall’Austria e dall’Italia. Le mura vennero disegnate da grandi architetti: buona parte è opera del Sanmicheli. Presso Peschiera sorge il celebre Santuario della Madonna del Frassino, nato sul luogo in cui la tradizione vuole che la Vergine sia apparsa a un contadino nel 1510. Situato a circa due chilometri da Peschiera, nei pressi del laghetto del Frassino, custodisce da oltre quattro secoli una piccola statua della Madonna, ritenuta miracolosa. Si racconta che nell’anno 1510, lavorando in un campo, un contadino fosse salvato da un serpente grazie all’intervento della Madonna, da lui invocata. Il serpente fuggì e, tra i rami di un frassino, apparve una statuetta della Madonna con Bambino circondata da una gran luce. Il contadino portò la statuetta nella sua abitazione, ma poco dopo essa riapparve tra i rami dell’albero di frassino, dove fu allora deciso di erigere un Santuario, affidandone la costruzione ai Padri Francescani (1518). La facciata della chiesa, diverse volte restaurata, è cinquecentesca. All’interno si trovano dieci cappelle con affreschi di Paolo Farinati da Verona (1524-1606). In una delle cappelle è custodita la statuetta miracolosa, posta su un tronco del frassino originario. Mentre del castello costruito dagli Scaligeri non resta più traccia, sono ancora presenti le opere di fortificazione, iniziate dalla Serenissima su progetto di Sanmicheli e Guidobaldo da Urbino nel XVI secolo, continuate poi da Napoleone e rinforzate dagli Austrici, che fecero di Peschiera uno dei capisaldi del Quadrilatero (con Verona, Mantova e Legnago) per la difesa della valle dell’Agno. D’interesse è anche il nucleo abitato, più antico delle mura fortificate che lo circondano, posto lì dove le acque del Lago di Garda affluiscono nel fiume Mincio. Il complesso architettonico può essere definito unico per le soluzioni tecniche di architettura militare adottate. Museo la palazzina storica: La costruzione dell’edificio, ubicata nel parco Catullo, che ospita il museo, fu progettato dagli ingegneri austriaci ed avvenne nel 1854. L’8 novembre 1917, dopo la sconfitta di Caporetto, il re Vittorio Emanuele III vi radunò le maggiori autorità militari e politiche per decretare la resistenza sul Piave. Il museo espone strumenti militari, armi e fotografie della Grande Guerra, volumi in pergamena cesellati in oro zecchino con i nomi di tutti i decorati di medaglie al Valore militare nella Ia guerra mondiale.
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Qualità media:
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