| Titolo | PIETRASANTA |
| Categoria | Città |
| Argomento | Generale |
| Stato | ITALIA |
| Citta | PIETRASANTA |
| Indirizzo | |
| Cap | |
| Provincia | Lucca |
| Nome Alternativo | |
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| Recapiti | |
| Url | |
| Data Inizio | |
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| Documenti | |
| Pubblicato da | Sovrana |
| Fonte | TSCITTA2 |
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La vocazione turistica di Pietrasanta si coniuga oggi più che ma i con le sue più antiche tradizioni di centro internazionale della lavorazione artistica del marmo, delle pietre, del bronzo. I tipici laboratori artigiani, le fonderie artistiche, i monumenti e le piazze del centro storico di Pietrasanta, le pievi romaniche, il verde delle colline e le vette delle alpi Apuane sono ormai un tutt’uno con il mare, le spiagge e le pinete della Marina. Di origine militare, Pietrasanta sorse nel 1255, allorché il nobile milanese Guiscardo da Pietrasanta, podestà di Lucca, fatto “esecito contro li capitani di Corvaria et Vallecchia”, dopo aver distrutto i loro castelli, vi concentrò gli uomini della soprastante Rocca di Sala e del vicino Borgo di Brancagliano. Alla morte di Federico II infatti il Comune di Lucca, approfittando della situazione venutasi a creare, aveva colto l’occasione per passare al contrattacco e, soprafatta la strenua quanto disperata resistenza dei feudatari e dei pisani, era finalmente riuscito ad impadronirsi della Versilia. Ora che i signorotti locali, dopo il trionfo della “Pantera”, avevano rotto “li patti et per tradimento con li Pisani”, Guiscardo, che l’anno precedente era stato podestà di Firenze, si era tempestivamente mosso per rintuzzarne l’alterigia e, fondata Pietrasanta, alla quale s’impose il nome dal suo casato” ed il proprio stemma gentilizio, concesse agli abitanti tutti i diritti e privilegi dei cittadini lucchesi. Caratterizzato da un impianto a schema ortogonale, entro un perimetro regolare, il nuovo “borgo”, che rappresenta il primo esempio di urbanistica programmata in Toscana, acquisì fin dall’inizio, notevole importanza per la sua posizione stratetegico-militare e la vicinanza all’approdo marittimo di Motrone. Pietrasanta, che ebbe il suo primo corpo dileggi nello statuto lucchese del 1308, fu pertanto motivo di continua disputa e conquista da parte pisana, genovese, fiorentina e francese. Parentesi lunga e travagliata che si concluse nel 1513, quando con il lodo di papa Leone X, scelto ad arbitro tra Lucca e Firenze, quest’ultima, favorita dal pontefice mediceo, insieme ad altri territori, entrò in possesso del conteso centro versiliese, legandolo a sé per oltre tre secoli e mezzo, cioè fino all’unità d’Italia. Venutasi a creare un’unità politico-amministrativa ed economica con la formazione del Capitanato di Pietrasanta (la cui estensione comprendeva gli attuali comuni di Pietrasanta, Forte dei Marmi, Seravezza e Stazzema), si registrò un tangibile vantaggio e sviluppo. Venne infatti ripresa l’escavazione dei marmi e l’estrazione dei minerali, fu iniziata la bonifica della pianura, avviata la costruzione di importanti opere pubbliche ed incentivato il commercio, il 22 marzo 1841, Leopoldo li di Lorena, granduca di Toscana, elevò la Terra di Pietrasanta al rango di Città Nobile, tenendo conto della sua antichità, della bellezza degli edifici, dell’importanza delle istituzioni e del numero delle famiglie nobili e facoltose.
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