| Titolo | SANSEPOLCRO |
| Categoria | Città |
| Argomento | Generale |
| Stato | ITALIA |
| Citta | SANSEPOLCRO |
| Indirizzo | |
| Cap | |
| Provincia | Arezzo |
| Nome Alternativo | |
| Email | |
| Recapiti | |
| Url | |
| Data Inizio | |
| Data Fine | |
| Ricorrenza | |
| Orari | |
| Costi | |
| Link | |
| Documenti | |
| Pubblicato da | Sovrana |
| Fonte | TSCITTA2 |
|
|
Sansepolcro è ubicata al centro dell’Alta Valle Tiberina, ai piedi dell’ultimo tratto dell’Appennino toscano nel punto in cui forma un vasto anfiteatro, vario e pittoresco, attorno al primo percorso del Tevere. Quali testimoni della storia della vallata si ergono, attorno alla romana ‘Massa Trabaria’, il ‘municipium’ di Sestino e la rocca di Badia Tedalda. Poi Pieve S. Stefano, primo insediamento bagnato dal Tevere, la michelangiolesca Caprese, la Verna francescana e le cittadelle di Anghiari, Citerna e Monterchi. Ultimo lembo di terra toscana, è al crocevia tra questa regione e le Marche, tra la Romagna e l’Umbria. L’origine di Sansepolcro non è certa per la mancanza dei documenti, che andarono perduti nel rovinoso terremoto del 1513. Una leggenda fa risalire la fondazione del primo Borgo a due pellegrini, Egidio e Arcano, che, di ritorno dalla Palestina, si fermarono per edificare un ‘sacello’ dove custodirono le sacre reliquie portate dalla Terra santa. La leggenda giustifica così il toponimo riferito al Santo Sepolcro e sostiene che, intorno al primo oratorio, nacque l’agglomerato urbano. Un’antica tradizione, oggi poco accreditata, sostiene che il Borgo non fosse altro che la romana Biturgia. Altri avanzano l’ipotesi che il centro storico di Sansepolcro, per la sua struttura e per i numerosi reperti archeologici, abbia avuto origine da un accampamento romano. Durante l’alto medioevo fu feudo degli abati camaldolesi, poi libero comune dal 1296. Dovette difendere la sua libertà lottando contro i Castellani, i Perugini e gli Aretini. Se ne insignorirono Uguccione della Faggiola, poi i Tarlati e i Malatesta. Fu per breve tempo dei Papi e passò, quindi, al dominio dei Medici e dei Lorena fino all’unità d’Italia. Fu insignita del titolo di Città e fatta Diocesi da Papa Leone X, nel 1520. Sansepolcro è la città di Piero della Francesca, di cui conserva alcune delle opere più significative in un interessante Museo civico: la Resurrezione, il Polittico della Madonna della Misericordia, il S. Giuliano, il S. Lodovico. La vicina Monterchi custodisce la Madonna del parto. Nel Museo, oltre a quelli di Piero, sono esposti capolavori di Cherubino Alberti, del Bassano, dei fratelli Da Lendinara, di Gerino da Pistoia, di Raffaellino dal Colle, dei Della Robbia, del De Vecchi, di Matteo di Giovanni, di Santi di Tito, del Perugino, del Pontormo, del Signorelli ecc.. E di rilevante interesse la sala delle pietre, che fu sede dell’armeria dei Malatesta, nella quale è conservato un possente ed originale fregio romanico composto da 11 formelle di pietra. Sansepolcro è stata patria di numerosi ed importanti artisti, quali Matteo di Giovanni, Raffaellino dal Colle, Cristoforo Gherardi, collaboratore del Vasari, Santi di Tito, gli Alberti, i Cungi, i Cantagallina, lo Schiaminossi, il De Vecchi, Angiolo Tricca. Ma ha dato i natali anche a Dionigi Roberti maestro e amico del Petrarca, a Luca Pacioli uno dei massimi matematici del Rinascimento allievo di Piero della Francesca e amico di Leonardo da Vinci, a Niccolò Aggiunti discepolo di Galileo. È anche la città del Palio della balestra e dei Giochi di bandiera, testimonianza di un antico impegno militare il quale, assieme a quello civile ed imprenditoriale, ha fatto sempre di Sansepolcro una realtà complessa e viva a partire dal medioevo e soprattutto nel rinascimento. Il centro storico può essere considerato uno degli esempi più affascinanti della civiltà medioevale e rinascimentale. Ne sono testimonianza le numerose torri, la stupenda fortezza medicea di Giuliano da Sangallo, la cinta muraria con le cannoniere di Bernardo Buontalenti, il Palazzo delle Laudi, i Palazzi Aloigi, Alberti, Ducci Del Rosso, la casa di Piero della Francesca ed un’ininterrotta serie di edifici gotici e rinascimentali. Notevoli la gotica chiesa di S. Francesco e la romanica cattedrale con i loro caratteristici campanili. Nella prima si possono ammirare un’Assunzione di Maria attribuita allo Schiaminossi, un magnifico altare gotico in pietra ed un chiostro coevo. Nella seconda l’affresco raffigurante la Madonna in trono di scuola riminese, opere di Santi di Tito, Bartolomeo della Gatta, Durante Alberti, Raffaello Schiaminossi. Sull’altare maggiore è collocato un pregevole polittico trecentesco di scuola senese, attribuito a Niccolò di Segna. Notevoli anche le opere pittoriche di Federico Zoi, Vincenzo Chialli, Jacopo Palma il giovane, Raffaellino dal Colle, Perugino, Romano Alberti. La navata sinistra termina con il grande crocifisso detto il ‘Volto santo’, imponente statua lignea di probabile ascendenza orientale (siriaca?). Pregevoli le due statue robbiane ed il tabernacolo di terracotta invetriata. Nella chiesa di S. Lorenzo si può ammirare una splendida Deposizione che il Rosso Fiorentino eseguì quando, fuggiasco politico, fu ospite a Sansepolcro di Raffaellino dal Colle. Nella chiesa dei Servi una ‘Madonna Assunta’ di Matteo di Giovanni. Sono, altresì, da ricordare la chiesa della Madonna delle Grazie, con la Madonna dipinta da Raffaellino dal Colle, la pregevole loggetta cinquecentesca e l’oratorio affrescato da Giovanni Alberti e Raffaello Schiaminossi. Infine, e non ultima, la chiesa di S. Rocco, recentemente riportata all’antico splendore, con opere di Leonardo Cungi, Alessandro e Giovanni Alberti, un altare ligneo dei fratelli Bonomi intagliato e dorato a foglia, e un crocifisso ligneo del secolo XII. Nel sottostante oratorio un tempietto in pietra, datato 1596, ripreso da un disegno di Leon Battista Alberti, affreschi di Alessandro, Cherubino e Giovanni Alberti e una Resurrezione di Raffaellino dal Colle. Non inferiore è il richiamo delle bellezze naturali della Vallata e del dorsale appenninico, dalla Verna al romitaggio francescano di Montecasale, alle sorgenti del Tevere, in uno scenario tra i più incontaminati dell’Italia centrale. Viva è, infine, la tradizione industriale ed artigianale, specialmente nel settore dei preziosi merletti, della raffinata lavorazione orafa e della originale costruzione delle balestre all’italiana.
|
Qualità media:
Condividi
|