| Titolo | VIGNOLA |
| Categoria | Città |
| Argomento | Generale |
| Stato | ITALIA |
| Citta | VIGNOLA |
| Indirizzo | |
| Cap | |
| Provincia | Modena |
| Nome Alternativo | |
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| Recapiti | |
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| Pubblicato da | Sovrana |
| Fonte | TSCITTA2 |
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Il toponimo Vignola viene fatto risalire al latino vineola, piccola vigna: un tempo lungo i terreni alluvionali del Panaro era diffusa la coltivazione della vite, poi sostituita in epoche più recenti nella zona chiamata le ‘Basse’, dalle piantagioni di ciliegi. L'etimologia è confermata dallo stemma municipale, costituito da una vite con pampini ed uva. Le testimonianze pervenute parlano di una grossa borgata, il ‘Vico Feroniano’, situata a monte dell'attuale città. Caduto l'Impero romano, Vignola venne incorporata all'Impero romano d'Oriente, che esercitava il suo potere in Italia tramite il governo bizantino di Ravenna. Le più antiche menzioni di Vignola risalgono a un documento dell'anno 826, esistente nell'archivio abbaziale di Nonantola, e ad uno successivo del 936: da entrambi risulta che a quei tempi Vignola era già un forte castello appartenuto prima all'abbazia di Nonantola e poi ai vescovi di Modena; ad Anselmo Abate di Nonantola sarebbe, infatti, da attribuire la fondazione della più antica torre del castello, denominata appunto nonantolana. Il dominio vescovile cessò nel 1227 quando Vignola fu ceduta per ‘un buon compenso in denaro’ al Comune di Modena. Durante la prima metà del 1200 Vignola fu teatro di numerosi scontri tra le opposte fazioni dei guelfi e dei ghibellini: gli uni sostenitori del Papa, gli altri dell'Imperatore. Per alcuni anni la città fu contesa tra bolognesi e modenesi; nel 1247, dopo uno scontro armato in cui le truppe imperiali erano state sconfitte, Re Enzo, figlio dell'Imperatore Federico II, dovendosi ritirare, fece incendiare il castello per impedire che fosse utilizzato dai nemici. Dell'incertezza della situazione politica approfittò Gherardo dei Grassoni che nel 1247 instaurò a Vignola la signoria della sua famiglia, provvedendo alla riedificazione e all'ampliamento del castello, fino a quando gli Estensi, non riponendo eccessiva fiducia nei confronti della famiglia, vollero assicurarsi il diretto dominio del paese nominando un podestà. Nel 1401 Nicolò III d'Este, dopo appena un anno dalla cacciata dei Grassoni, donò ad Uguccione dei Contrari il castello e le sue adiacenze. Ebbe inizio il periodo di maggiore splendore per Vignola: furono ampliati ed abbelliti la Rocca e l'intero borgo, furono realizzate opere urbanistiche di particolare rilievo come la nuova Chiesa Parrocchiale. Durante la signoria dei Contrari, che governò quasi ininterrottamente per circa 170 anni, fu dato l'incarico della progettazione del Palazzo chiamato oggi Boncompagni all'architetto vignolese Jacopo Barozzi. Nonostante non mancassero comunque fatti di guerra dovuti al continuo susseguirsi di diverse alleanze e contrasti, Vignola, grazie ad una politica accorta, conobbe un lungo periodo di tranquilla prosperità, di sviluppo sociale ed economico. Con la morte di Ercole, per mancanza di eredi il marchesato di Vignola tornò al duca Alfonso II d'Este, il quale lo cedette nel 1577, per 70.000 scudi d'oro, al Papa Gregorio XIII, che lo aveva chiesto quale titolo onorifico per il proprio figlio naturale Giacomo Boncompagni. La Signoria dei Boncompagni deluse le numerose aspettative dei vignolesi: i Boncompagni, infatti, non risiedettero mai stabilmente a Vignola ed il marchesato fu affidato a governatori e vicemarchesi non sempre all'altezza della situazione. Da segnalare la promulgazione nel 1616 degli ‘Statuti e leggi per il marchesato di Vignola’ che contribuirono a garantire parità di trattamento tra tutti i sudditi. La signoria dei Boncompagni fu destituita nel 1796 dai francesi, guidati da Napoleone. Vignola divenne capoluogo di Cantone nel dipartimento del Panaro della Repubblica Cispadana prima, e della Repubblica Cisalpina poi. Dopo la proclamazione di Napoleone Re d'Italia, con la legge dell'8 febbraio 1805, Vignola divenne comune di prima classe del dipartimento del Panaro. Con la Restaurazione Vignola subì il governo autoritario e dispotico di Francesco IV d'Este. Diversi vignolesi parteciparono ai moti del 1831, alle guerre di indipendenza e alle imprese garibaldine, fino alla nascita del Regno d'Italia. Negli anni seguenti Vignola ha iniziato il significativo e rapido percorso di sviluppo economico e sociale, dovuto anche alla felice posizione territoriale di collegamento dell'area tra Modena e Bologna. Momenti importanti di promozione economica furono la costruzione del ponte Muratori e l'inaugurazione della tramvia Bologna-Bazzano-Vignola. Con l'aumento delle vie di comunicazione, nel dopoguerra Vignola iniziò la sua crescita industriale ed una attività di valorizzazione della tradizionale vocazione agricola fondata principalmente sulla produzione della tipica frutta rossa. Vignola si offre oggi ai visitatori con un paesaggio naturale ed un ambiente pressochè intatti, con uno sviluppo ben equilibrato dei settori economici ed un'ottima qualità delle produzioni agricole, mostrando una buona integrazione tra città e campagna. Per le sue caratteristiche storiche, artistiche, ambientali ed economiche e per i suoi servizi sociali, culturali, scolastici e professionali, Vignola è stata insignita del titolo di ‘Città’, conferitole dal Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.
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